L'iniziativa
domenica 8 Ottobre, 2023
Pittarosso Pink Parade, in cento per sostenere la ricerca scientifica contro i tumori femminili
di Redazione
La raccolta fondi è nata dalla partnership tra Fondazione Veronesi e PittaRosso. La camminata di dieci chilometri è partita e arrivata al Muse. La responsabile Roberta Zanotti Lunelli: "Sostenere la ricerca scientifica d’eccellenza è fondamentale"

Domenica 8 ottobre Trento si è colorata ancora una volta di rosa, in occasione della decima edizione, in forma diffusa, della PittaRosso Pink Parade, l’evento di raccolta fondi nato dalla partnership tra Fondazione Veronesi e PittaRosso con il grande obiettivo di sostenere la ricerca scientifica sui tumori femminili e sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Una camminata che si è svolta domenica 8 ottobre a Milano, città che da dieci anni ospita la manifestazione e in contemporanea, come ogni anno, è stato possibile camminare ovunque in giro per l’Italia, per diffondere sempre di più l’importante messaggio rivolto a tutte le donne.
La PittaRosso Pink Parade sta diventando un appuntamento fisso anche a Trento e infatti per il secondo anno la città è stata travolta da un’onda rosa. La camminata di 10 km è partita alle ore 9.30 dal Parco del Muse e, attraversando il centro storico, è approdata nuovamente al Museo delle Scienze. Un gruppo di 100 persone entusiaste di dare il proprio contributo per una causa importante.
Fondazione Veronesi conferma così il suo grande impegno sul territorio, frutto del lavoro della Responsabile della Delegazione di Trento dott.ssa Roberta Zanotti Lunelli. “Sono molto felice del riscontro positivo dimostrato dalla cittadinanza e soprattutto del grande entusiasmo che si è respirato durante la camminata. Sostenere la ricerca scientifica d’eccellenza è fondamentale e anche questa occasione è stata importante per raccogliere fondi per trovare soluzioni di cura sempre più efficaci per i tumori tipicamente femminili, ossia seno, utero e ovaio”- ha affermato al termine della camminata la dottoressa Zanotti Lunelli.
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