la storia

venerdì 28 Febbraio, 2025

Vanni Paris e la passione per i capelli ricci: «Il mio segreto? Il taglio da asciutti»

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Il titolare del salone in via Suffragio raddoppierà con una Barberia: «L’episodio più strano? Una cliente mi raccontò che metteva latte e semi sui capelli per nutrirli. Portate il cibo in tavola, e non in testa, che è meglio!»

Un’esperienza di decenni tra il Trentino, il Veneto, il Friuli, la Lombardia e poi un’illuminazione che giova a tutte e tutti coloro che, quotidianamente, devono litigare con chiome dispettose e sbarazzine (chi ha i ricci lo sa). Vanni Paris, 31 anni, nel 2021 ha deciso di aprire, nel cuore pulsante di Trento, in via Suffragio 9, un salone specializzato nel trattamento dei capelli ricci. Una scelta che parte da una storia personale: «Un’ex fidanzata con i capelli ricci mi mise la pulce nell’orecchio» spiega lo hair-stylist. Oggi Paris Lab è il primo e unico centro in Trentino Alto-Adige che offre una «curly experience» che comprende taglio, styling, colore ad hoc per capelli dal numero 1 (un mosso leggero) al numero 4 (afro). Ma le sorprese non finiscono qui: a marzo Vanni Paris raddoppia e al numero 11, proprio alla porta accanto, aprirà una barberia.
Vanni, lei ha un nome molto particolare, iniziamo da questa curiosità. Da dove viene, ha una storia?
«Siamo tre fratelli: mi precedono Giulia e Alessandro che hanno due nomi più comuni. Per il terzo figlio, i miei genitori, hanno scelto qualcosa di più particolare. Mia madre in particolar modo è una donna molto curiosa, sono convinto che questo nome sia uscito dalle sue interminabili ricerche».
Quando ha aperto il suo salone in via Suffragio?
«Ho aperto in un periodo storico particolare, il 24 agosto 2021, nel pieno dei vaccini e Green Pass Covid».
Non ha temuto in un flop, visto il periodo?
«Lo ho temuto, eccome. Ma mi sono detto “o la va o la spacca”. A forza di aspettare il momento giusto, non aprivo più. Ho aperto con la consapevolezza che poi avrei aggiustato le cose strada facendo».
Come è nata questa idea di specializzarsi in ricci?
«Il capello riccio fa parte delle mie conoscenze e passioni da quasi dieci anni. Il mio interesse parte da un’esperienza personale: avevo una fidanzata dai capelli ricci e lunghi che mi mise la pulce nell’orecchio. Da lì iniziò la mia curiosità che oggi si è trasformata in una vera e propria passione».
Lei è affiliato a un brand di ricci, perché questa scelta?
«Avevo bisogno di una linea guida per potermi imporre sul mercato in maniera prorompente e Curly’s Way di Napoli è stata il giusto trampolino di lancio. Collaboro a stretto contatto con loro da diversi anni; ho un rapporto d’amicizia con il fondatore, Salvatore, con il quale ho anche progetti futuri».
Ha anche clienti lisce?
«Assolutamente sì, attualmente la nostra clientela si divide per un 50 % ricce ed un 50 % lisce. Ma non escludo di ampliare l’offerta magari aprendo un salone esclusivo. Al momento, evito di filtrare le clienti».
Molti saloni fanno fatica a trattare i ricci. È un capello ostile?
«Sono consapevole del fatto che molti saloni trattano i capelli ricci come se fossero lisci, condividendo anche consigli fallimentari con le consumatrici finali. Il capello riccio va studiato, capito, analizzato e vanno utilizzate tecniche e teorie specifiche; non puoi improvvisare davanti ai capelli ricci».
Quali sono le sue tecniche, se ci può svelare almeno una delle magie, che la distinguono da altri parrucchieri?
«La mia tecnica è la costante formazione su tale materia. Il mio saper tagliare e curare il capello riccio è in costante evoluzione».
Il taglio a capello asciutto è una tecnica molto particolare. Credo di non averla mai vista in 30 anni di convivenza con i ricci…
«Il taglio a capello asciutto è fondamentale per un risultato ottimale. L’ho appreso grazie ai miei studi dedicati in accademia, leggendo, studiando e praticando. Permette a me stilista di capire in tempo reale cosa accade: lunghezze, volumi ed ho una percezione immediata di quello che sto creando perché il riccio, una volta asciutto prende forme diverse, si accorcia. Tagliare i capelli ricci da bagnati è come guidare la macchina bendato!».
Mi diceva che la sua clientela è anche dell’Alto Adige. Vengono persone anche da fuori regione?
«Attualmente contiamo clienti ricce da Bolzano, Bressanone, dalla val di Fassa e Rendena. Sui social abbiamo richieste di informazioni anche da clientela fuori regione».
Ci racconti un aneddoto…
«Nel mondo delle ricce ne senti di ogni. Una cliente mi raccontò che creava autonomamente prodotti nutritivi per i suoi capelli a casa, scaldando dei semi mescolati con il latte. Rimango convinto del fatto che nel 2025 la cosmetica ha fatto passi da gigante: mettete il cibo in tavola, e non in testa, che è meglio!».
Quali sono tre consigli base che si sente di dare alle ricce o ai ricci? Una specie di vademecum per chi deve gestire i boccoli.
«Detersione ottimale, styling funzionale ed asciugatura a diffusore. Tante pensano che asciugarli senza phon sia meglio, ma non è così».
Sta aprendo un nuovo locale proprio a fianco. Quando inaugurerà e in cosa si distingue dagli altri saloni per uomo?
«A marzo aprirò il secondo punto vendita dedicato all’uomo. Ho deciso di creare una barberia, intima e curata. Il locale è studiato come una piccola boutique. Ci saranno mani sapienti e attente pronte ad accogliervi! Quello che ci distingue? Al momento l’offerta sulla piazza di Trento è ancora poca. Userò lo stesso format che amo del salone attuale: pulizia accurata, attenzione nelle cose ed amore per quello che facciamo. Tre semplici ingredienti che, secondo me, fanno funzionare tutto».