L'intervista
giovedì 3 Aprile, 2025
Federica Brignone: «Senza motivazione la pianterò lì. La rivalità con Goggia? Le avversarie forti sono uno stimolo»
di Lorenzo Fabiano
Oggi la «Tigre» azzurra debutta agli Assoluti della Val di Fassa. «È importante che un’atleta di Coppa del Mondo vada a onorarli con la sua partecipazione. È una festa dello sci»

Diamo i numeri (in senso buono, per carità): Coppa del Mondo generale, Coppa di discesa, Coppa di gigante, dieci vittorie in stagione, più il titolo mondiale in gigante. Sono stati spesi tutti gli aggettivi per descrivere la stagione di Federica Brignone, tanto che non basta nemmeno sfogliare il dizionario dei sinonimi. L’appendice va in scena ora sulle nevi della Val di Fassa, all’Alpe Lusia e Passo San Pellegrino, per i Campionati Italiani che vedono la fuoriclasse valdostana al via in gigante (oggi), supergigante (domani), e slalom (sabato); è l’occasione per celebrare e ringraziare una gemma dello sport italiano.
Federica, come li vive questi Assoluti in Trentino?
«Mi è sempre piaciuto disputare i Campionati Italiani. È importante che un’atleta di Coppa del Mondo vada a onorarli con la sua partecipazione. Sono gare che fai divertendoti e alle quali ti presenti senza troppe pressioni. È una festa dello sci».
Partiamo dalle sue parole al Media Day della Fisi a Milano lo scorso ottobre: «Ho sempre detto che il giorno che non avrò più voglia di allenarmi al 100% per provare a vincere le gare non ne varrà più la pena. Continuerò solo se avrò questa motivazione». Son passati sei mesi; è stata di parola, la Tigre ruggisce ancora. E che ruggiti…
«Sono parole che valgono anche per il proseguo della mia carriera. Il giorno che non avrò più motivazione, non avrò più voglia di migliorarmi, di fare qualcosa in più e di continuare a impegnarmi come ho fatto tutte queste stagioni, la pianterò lì».
Quando ha capito che la Coppa del Mondo sarebbe stata sua?
«Quando l’ho conquistata (ride, ndr). Devi tenere la massima concentrazione fino alla fine: ci devi credere ma al contempo non devi mai perdere il focus sulle cose importanti, sulla tua prestazione. Se stai a pensare al risultato, ai punti, e a perderti in giro di qua e di là, di sicuro non riesci a raggiungere gli obiettivi. Anzi, finisci col metterti troppa pressione addosso. Diciamo che dopo Sestriere ho davvero iniziato a credere che fosse possibile, a patto di continuare però a sciare in un certo modo».
Ha sfatato due tabù: la prima vittoria in discesa e la prima vittoria a Cortina.
«Ne aggiungo un altro, Semmering, dove avevo sempre fatto fatica».
C’è molto della sua famiglia nei suoi successi. Lei è seguita da suo fratello Davide, sua madre Ninna Quario (ex campionessa della Valanga Rosa negli anni Ottanta) era alle finali di Sun Valley: quanto conta per un’atleta avere la vicinanza della famiglia?
«È fondamentale. E lo è sin da quando si è bambini. Che mia madre sia venuta a Sun Valley, è un valore aggiunto. I nostri genitori lo facevano anche quando eravamo bambini; ci sono stati sempre vicini e ci hanno dedicato tanto tempo. Lo hanno sempre fatto, non solo adesso che vinco. Altra parte fondamentale è la presenza al mio fianco di mio fratello; da quando c’è lui sono riuscita a fare un altro passo in avanti e a migliorarmi ancora».
Ecco… e a una bambina che si affaccia alle prime gare di sci, cosa si sentirebbe di dire?
«Di godersi i suoi anni da bambina e divertirsi senza pensare a diventare una professionista».
Cos’è vincere?
«Arrivare primi».
E perdere?
«Avere qualcosa da migliorare».
Che sapore ha questa Coppa rispetto a quella del 2020?
«Mah… non dico che è lo stesso, perché ogni situazione è una storia a sé, ma…».
La interrompo; intanto, questa gliel’hanno consegnata e non spedita a casa col corriere…
«Esatto! Anche il 2020 era stata una stagione da record, a marzo avevo già quasi 1400 punti. Fu una stagione incredibile; purtroppo, venne a mancare il finale. Tutto interrotto dalla pandemia; non potei condividere il momento della consegna della Coppa, salire sul podio e cantare l’inno. Venne, insomma, a mancare quel lato emozionale che invece ho potuto provare quest’anno. Ed è stata davvero un’emozione incredibile. Vincere una seconda Coppa del Mondo è qualcosa di speciale».
Lei è da anni impegnata in una campagna di sensibilizzazione a difesa dell’ambiente. Chi è Federica Brignone, lontano da una pista da sci?
«Una persona come la si vede in pista. Una persona solare, una che non sta mai ferma, ama stare all’aria aperta, fare sport e stare in compagnia degli amici. Sono una persona molto semplice. Mi sono voluta impegnare nella tutela dell’ambiente, perché è una cosa che ho sempre avuto a cuore e che mi hanno trasmesso i miei genitori. Arrivare al pubblico con un messaggio come questo, è importante».
Una ragazza semplice. La grandezza della semplicità è un messaggio potente da trasmettere alle nuove generazioni: è d’accordo?
«Assolutamente d’accordo. Più vado avanti, più cerco cose semplici: mi fanno stare serena e vorrei facessero sempre più parte della mia vita».
Federica, la rivalità è il sale di uno sport come lo sci. Siete la squadra femminile più forte al mondo, lei e Sofia Goggia non potete essere più diverse, ma vi stimolate a far sempre meglio e a superarvi l’un l’altra. Lo sosteneva già Mario Cotelli tanti anni fa, ai tempi della Valanga Azzurra con la rivalità interna tra Thoeni e Gros. Che ne pensa?
«Nella mia carriera ho incrociato tante fuoriclasse, da Mikaela Shiffrin a Lara Gut, da Viktoria Rebensburg a Anna Fenninger e via discorrendo; sono entrata in squadra azzurra quando c’erano grandi atlete come Denise Karbon, Manuela Mölgg, Dada Merighetti, le sorelle Fanchini; oggi, non solo Sofia mi motiva a far meglio, ma anche Marta (Bassino, ndr): avere avversarie molto forti ti aiuta. Devo dire che negli ultimi anni Gut, una campionessa che ha vinto tanto ed è impegnata come me in tre discipline su quattro, è stata fonte di ispirazione».
Superfluo dire che, dopo una stagione così, il prossimo anno con le Olimpiadi in casa gli occhi saranno tutti puntati su di lei. Ci sta già pensando o intanto si vuole solo godere questo momento magico?
«Mi godo la stagione appena conclusa, ma se vuoi fare un’altra stagione alla grande devi già pensare a ripartire. Pertanto, dopo i Campionati Italiani andrò subito ad allenarmi per prepararmi al meglio. Mi rendo conto che dopo quanto ho fatto quest’inverno, alle Olimpiadi avrò tutti gli occhi puntati addosso, ma il nostro è uno sport di situazioni, dove di sicuro e scontato non c’è mai nulla, dove non è detto che la numero uno al mondo vinca la medaglia d’oro ai Giochi. Io ce la metterò tutta per salire su quel podio. Ma son perfettamente consapevole che possa anche non succedere, perché ti giochi tutto in un giorno, e magari quella giornata non è la tua. Può andarti bene, ma anche male, e accetterò quello che verrà».
Avrà tutt’Italia a spingerla…
«Bello, ma meglio senza troppa pressione addosso eh… (altra risata, ndr)».
In vacanza quando ci va?
«Più avanti. Se vuoi preparare bene la stagione, è molto importante sciare ad aprile. Ora il mio obiettivo è testare i materiali per l’anno prossimo, in vacanza ci andrò senza pensieri, a lavoro finito e fatto bene».
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