cronaca
mercoledì 2 Aprile, 2025
Canazei, turista picchiato trovato esanime dopo 2 giorni. «Era pieno di lividi»
di Davide Orsato
Dell'uomo, 35 anni, non si avevano più notizie da domenica. Trovato in un locale caldaia dell'hotel. indagano i carabinieri

Lo hanno cercato per ore in quasi ottanta tra vigili del fuoco volontari, uomini e donne del soccorso alpino, unità cinofile della scuola di polizia alpina di Moena e della guardia di finanza di passo Rolle. A trovarlo, nel posto più impensabile, è stato Michele Soraruf, titolare dell’hotel Cesa Tyrol di Canazei, in zona Gries. «Era rannicchiato in un angolo, coperto di lividi, blu in faccia. Una volta ripresosi ha parlato, anche se non ricordava nulla». Una scoperta provvidenziale che non solo, con tutta probabilità, ha salvato una vita ma ha consentito anche alle molte persone attive nelle ricerche di tornare a casa (o al lavoro). La persona per cui si erano mobilitati tutti i corpi di soccorso della val di Fassa è un uomo di 35 anni, con doppia cittadinanza, italiana e statunitense, residente a Verona. Era arrivato nei giorni scorsi a Canazei, con un paio di amici. Domenica sera non l’hanno visto rientrare, e hanno lanciato l’allarme. Più le ore passavano, più le ricerche si intensificavano. E, nella mattinata di ieri, con un tempo non dei migliori (nuvoloso e freddo) i soccorritori hanno cominciato a scandagliare anche i luoghi difficilmente accessibili, partendo dai sentieri nei dintorni. Si temeva l’incidente in un bosco non lontano dal centro urbano, perché non risultava che il 35enne fosse uscito per fare escursioni. È stata fatta, inoltre, l’analisi delle celle telefoniche, che hanno confermato come l’uomo dovesse trovarsi nelle vicinanze nel momento in cui il suo telefonino ha smesso di funzionare.
Poi, nella tarda mattinata la svolta, in maniera del tutto casuale. In un hotel che non era nemmeno quello dove il turista alloggiava. «Quasi ogni giorno — spiega Soraruf — scendo nel locale caldaia per fare un controllo, e l’ho trovato lì. Aveva molte ferite ma era in grado di parlare». Le poche parole scambiate tra il proprietario dell’albergo e l’uomo non hanno chiarito il mistero: «Non si ricordava come fosse finito lì e cosa fosse successo. Ho chiamato i soccorsi, lo sono venuti a prendere in elicottero. L’accesso al nostro locale caldaia — conclude il proprietario — è all’esterno. Non era chiuso: di solito non mi preoccupo, questa è una zona molto tranquilla». Il 35enne è stato così portato all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove è stato visitato dai medici. Una volta ricoverato, però, non è stato collaborativo, non ha voluto parlare e ha insistito per rifiutare le cure. Fortunatamente il quadro, nonostante i due giorni passati da solo, non risultava complesso, e l’uomo è stato dimesso in serata.
Il giallo, però, resta. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Cavalese, che possono contare già su una pista.
Sarebbe stato acquisito dai militari, infatti, un filmato che mostrerebbe, poche ore prima della denuncia della scomparsa, una rissa avvenuta in un punto centrale di Canazei, a cui avrebbe preso parte anche il 35enne italoamericano. Ancora da capire, però, quali sono le altre persone coinvolte e tutte da attribuire, naturalmente, le responsabilità. Gli stessi medici non sarebbero certi della natura delle ferite. Quanto al luogo del ritrovamento, l’ipotesi più logica è che il ferito lo abbia raggiunto in maniera autonoma per ripararsi. Solo lui potrà confermarla o smentirla.
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