politica
sabato 5 Aprile, 2025
Dopo il licenziamento di Pruner, il consiglio provinciale pronto a citare per danni Kaswalder
di Donatello Baldo
L’ufficio di presidenza deve far rientrare 280mila euro. Palazzo Trentini chiede la sospensione della prescrizione per poter procedere in tempo

L’ufficio di presidenza del Consiglio provinciale sta valutando di citare per danni il consigliere Walter Kaswalder. Niente di ufficiale, ma sembra che non ci sia altra strada, sia per garantire all’ente di tornare in possesso di oltre 280mila euro, sia per evitare che la Corte dei Conti chieda conto ai componenti dell’attuale ufficio di presidenza del danno erariale. Stiamo parlando della causa di lavoro di Walter Pruner, l’ex segretario particolare di Kaswalder che da quest’ultimo ha subito un licenziamento «ritorsivo» — come hanno sentenziato i giudici in via definitiva — e quindi nullo.
L’interrogazione
Delle intenzioni dell’ufficio di presidenza lo si apprende — leggendo tra le righe — dalla risposta del presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini alla consigliera del Pd Lucia Maestri, che chiedeva conto delle intenzioni di Palazzo Trentini dopo che la Cassazione ha confermato l’illegittimità del licenziamento di Pruner e l’entità del risarcimento che gli è stato riconosciuto. «La vicenda processuale in esame ha visto la condanna in sede civile del Consiglio provinciale per il licenziamento del segretario particolare, qualificato come ritorsivo e quindi nullo», scrive Soini. Kaswalder era al tempo presidente del Consiglio, ed è quindi il Consiglio ad essere chiamato in causa. «In merito alle spese sostenute dal Consiglio provinciale in conseguenza della condanna confermata in via definitiva — ricorda poi Soini — ad oggi il Consiglio provinciale ha versato, a titolo di risarcimento del danno a favore del ricorrente (Pruner, ndr), una somma totale di euro 264.131,18, comprensivo delle retribuzioni mancate, relativi oneri anche fiscali, e delle spese legali di controparte, a cui vanno aggiunte le spese per la propria difesa nei vari gradi di giudizio pari ad euro 21.036,28». Ed è qui che si svela la volontà di procedere, seppur dichiarata in modo piuttosto sibillino: «Quanto alle intenzioni del Consiglio provinciale conseguenti alla definizione in sede civile della vicenda processuale, l’Ufficio di Presidenza ha dato indicazioni agli uffici di valutare la questione, svolgendo i necessari approfondimenti per consentire al Consiglio di assumere gli eventuali provvedimenti conseguenti».
Prescrizione sospesa
Gli approfondimenti dovrebbero portare, con ogni probabilità, a una citazione per danni di Kaswalder. Altre strade non sembrano esserci. E per approfondire sembra sia stata chiesta una sospensione dei termini della prescrizione, per arrivare in tempo con la richiesta di risarcimento. Soini, nella risposta all’interrogazione di Maestri, mette anche le mani avanti, mettendo in chiaro che la vicenda che ha portato all’esborso di soldi pubblici per un licenziamento illegittimo non riguarda il suo ufficio di presidenza.
Chiedere a chi c’era prima
E spiega come non sia dipeso da lui «resistere» in tribunale, invece che trovare un accordo con la parte lesa, cosa che avrebbe portato a un minor esborso. «In merito alle ragioni per cui non è stato raggiunto un accordo extragiudiziale, risulta che nella fase antecedente al processo sono state ritenute fondate le motivazioni del licenziamento per escludere un accordo transattivo» . Ma dice espressamente anche un’altra cosa, che l’ufficio di presidenza della scorsa legislatura era d’accordo: «Le motivazioni del licenziamento riportate negli atti di causa hanno fondato la posizione in giudizio definita in sede di Ufficio di presidenza della precedente legislatura». Quel che non dice, ma che è agli atti, è che Kaswalder era stato chiamato a rispondere — dalla Procura della Corte dei Conti, tribunale che poi si è chiamato fuori per difetto di giurisdizione — solo di una parte del supposto danno erariale, perché una quota di responsabilità ricadrebbe sugli uffici, sui funzionari o su eventuali «esperti» che avrebbero consigliato a Kaswalder di licenziare in quel modo il suo segretario particolare. O che non avrebbero impedito che lo facesse.
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