Le reazioni

mercoledì 2 Aprile, 2025

Emergenza casa e sfratti, Zanella (Pd): «Situazione critica e la Provincia è immobile»

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Faggioni (Cgil): «Servono più risorse per ristrutturare gli alloggi pubblici sfitti, per realizzare un piano casa straordinario e per disincentivare la speculazione»

Gli sfratti in Trentino sono cresciuti del 24% nel 2024. Questo il dato, allarmante, presentato ieri in una conferenza stampa dagli assistenti sociali del Trentino. Un dato che certifica quanto l’emergenza casa sia un tema pressante in Trentino, ma che, denunciano il consigliere provinciale Paolo Zanella del Pd e la Sunia Cgil (sindacato degli inquilini), la Provincia sta ignorando.

«Le assistenti sociali chiedono – come noi facciamo da anni – di trattare il tema come prioritario e di partire dall’istituzione di un Osservatorio per approntare politiche abitative basate sui dati – scrive Zanella – Osservatorio che l’assessore Marchiori ci ha detto che avrebbe attivato ormai mesi e mesi fa, all’ultimo incontro del Comitato provinciale per la condizione abitativa. Incontro nel quale avevamo chiesto di convocarci con regolarità per affrontare i diversi aspetti dell’accesso alla casa, a partire da quelli emergenziali. E invece nulla».

«Contributi all’acquisto e alla ristrutturazione di case non sono gli strumenti per aggredire la parte più emergenziale del problema, quella di chi si rivolge proprio ai servizi sociali perché rischia di finire – o ci è già finito – per strada. Su questo continuiamo a chiedere risposte, che non arrivano. Servono misure per gestire gli sfratti, per accelerare la messa a disposizione di alloggi ITEA, per garantire i proprietari. Nel bilancio di dicembre è stato votato un ordine del giorno del sottoscritto che impegnava l’assessore a portare entro marzo al Comitato provinciale sulla condizione abitativa la presentazione delle linee di indirizzo per la modifica del regolamento ITEA per poterle valutare e condividere – conclude Zanella – Siamo al 2 di aprile e tutto tace. Questo è il modo in cui Marchiori sta affrontando l’emergenza abitativa: interventi sul medio-lungo periodo, come il fondo di housing sociale che avrà effetti tra diversi anni, oppure misure che non impattano sull’accesso alla casa, come i contributi all’acquisto, tutti non condivisi col Comitato, mentre nessun intervento di reale impatto sull’emergenza casa. Ecco perché il picco di accessi per la questione abitativa dalle assistenti sociali. Che possono ringraziare l’assessore per averle lasciate in prima linea senza strumenti».

«Ci si concentra su interventi che sono più di facciata che di sostanza, con dubbie ricadute concrete – incalza Faggioni -. Invece di finanziare progetti che, se tutto va bene, avranno poca influenza sulla situazione, riteniamo sia necessario finanziare adeguatamente Itea affinché si possa accelerare il programma di ristrutturazione degli alloggi di risulta, nonché provvedere alle necessarie manutenzioni dei moltissimi condomini che sono stati letteralmente abbandonati per decenni, obbligando gli inquilini a vivere in alloggi umidi, malsani e inadeguati».