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giovedì 3 Aprile, 2025

Eventi in Trentino: spettacoli imperdibili con Paolo Rossi, Gioele Dix e Kidd Pivot

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Al Comunale di Bolzano va in scena «Complessità»
Paolo Rossi

Ci sono concerti, performance e spettacoli a dare ritmo a questo finesettimana di eventi in Trentino. Partiamo dal Teatro Sociale di Trento dove, da giovedì a sabato, la compagnia canadese di teatro-danza contemporanea Kidd Pivot presenta il suo nuovo lavoro: «Assembly Hall». La compagnia, nota per il suo approccio ibrido e il suo stile inconfondibile, ripercorre attraverso danza e teatro affrontando tematiche sempre attuali e di grande rilevanza per la società.
In scena, otto performer esplorano il bisogno umano di comunità e appartenenza, tra movimento e linguaggio, umorismo e creatività.
Il pubblico viene accompagnato all’assemblea annuale di un’associazione medievale che si riunisce nella sala del centro comunale. Spetta all’organo direttivo salvare la cosiddetta «Quest Fest», dato che il numero di soci è in calo, i debiti aumentano e il centro comunale è fatiscente. A mano a mano che l’assemblea procede, il confine tra realtà e rievocazione si confonde, si risvegliano forze ancestrali e diventa ben presto evidente che in gioco c’è molto di più della rievocazione di un torneo medievale.
Lo spettacolo, in lingua inglese con sopratitoli in italiano, è in replica giovedì e venerdì alle 20:30 nonché sabato alle 18.

Nell’ambito della rassegna «Sottoscritta!» sabato, alle 19, al Teatro alla Cartiera di Rovereto Claudia Catarzi propone poi il suo «14.610»: un’astrazione, seppur molto concreta, di un tempo totalmente personale. Senza prendere ispirazione da niente e senza appoggiarsi a rimandi di senso o storie già scritte.

Ci spostiamo poi nel capoluogo altoatesino dove, sotto i riflettori del Teatro Comunale, fino a sabato c’è invece lo spettacolo «Complessità».
Qui Maria Vittoria Barrella e Andrea Brunello si soffermano su un mondo che appare decifrabile. Oggi infatti, date le giuste condizioni, anche i fenomeni più misteriosi e oscuri sono spiegabili. La fede nella ragione, nella propria capacità deduttiva, nella scienza e nella tecnologia hanno permesso di raggiungere altissimi livelli di comprensione di fenomeni che prima erano misteriosi e inspiegabili e che lasciavano spazio ad una dimensione animista e fantasiosa della realtà.
Eppure, mai come adesso, l’esistenza di ogni persona è segnata da guerre, polarizzazioni estreme, negazionismi, disuguaglianze, fondamentalismi e soprattutto dal rischio di catastrofi immani come quella nucleare, quella sanitaria e quella ambientale.
Dalla metà del secolo scorso gli scienziati si sono accorti che esistono degli accadimenti che non sono prevedibili nonostante la conoscenza dei meccanismi di base che li regolano. Gli scienziati chiamano questa classe di eventi «fenomeni complessi». Questi rappresentano la somma di numerosi fenomeni semplici e perfettamente conoscibili che però diventano imprevedibili e sorprendenti nel loro comportamento collettivo.
Ecco quindi che, partendo dalla relazione tra un padre e sua figlia, «Complessità» racconta di un rapporto che è andato stratificandosi proprio attraverso le «complessità» della vita. Il padre, un matematico studioso di fenomeni complessi e del Game of Life informatico non riesce a relazionarsi con la figlia e, più in generale, con il mondo. La figlia, spiazzata dalla complessità del mondo, deve prendere decisioni dolorose che le trasformano la vita.

C’è poi la Compagnia di Lizzana «Paolo Manfrini» che, venerdì alle 20:30, al Teatro Zandonai di Rovereto propone fuori concorso al Sipario d’Oro «Come due angeli sul cornicione». Questa è una storia d’amore al contrario: un uomo e una donna dopo sei anni di matrimonio decidono di separarsi… Da questo momento una serie di gag irresistibili accompagnano i momenti classici del distacco: la separazione dei beni, il cambio di casa, l’annuncio ai parenti e agli amici, le reciproche nuove conquiste e via via, in un crescendo, si arriva ad un finale che è un colpo di scena inaspettato. I due personaggi sono da soli sul palcoscenico, pochi e semplici elementi scenici li trasportano da un luogo ad un altro, altri personaggi entrano nel gioco, ma non li vediamo, solo attraverso il dialogo con i due protagonisti diventano concreti: tutto è in un rincorrersi di scene comiche, spesso surreali, ma così vere come fossero tasselli di un puzzle che alla fine crea una sola immagine: «la storia di una vita».

Molte anche le proposte del Festival Bellandi 2025 tra cui, sabato alle 20, al Teatro Comunale di Pergine Valsugana «Cattivo» un monologo tratto dal romanzo «Cattivi» di Maurizio Torchio.

Il sipario si apre all’interpretazione di Tommaso Banfi: un detenuto condannato all’ergastolo e «dimenticato» nella cella di isolamento di un carcere-isola.

Il Centro culturale di Locca di Concei è pronto invece ad ospitare due personaggi molto conosciuti ed amati dal pubblico. Si parte giovedì con Paolo Rossi e la sua «Operaccia satirica» per poi proseguire, domenica con Gioele Dix in «Ma per fortuna che c’era il Gaber».

In «Operaccia satirica» Paolo Rossi, accompagnato dalle musiche dal vivo di Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari e con la partecipazione di Caterina Gabanella, cantando, ridendo, ballando e ancora ridendo narra storie.

«Ma per fortuna che c’era il Gaber» è invece un viaggio tra inediti e memorie del Signor G.

Il musical è invece la proposta del Teatro Luigi Pirandello di Civezzano per domenica alle 20:30. In scena c’è «Solo tre minuti» con Gaia Gonella, Riccardo Ciabò, Chiara Prati e ancora Tiziano Gonella al pianoforte e Maira Manzano al violino.

Largo qui ad una pièce che gioca con il tempo per raccontare una storia d’amore nelle sue infinite sfaccettature.

Domenica alle 18 il METS – Museo etnografico trentino San Michele, in collaborazione con Gart-GardenArt aps, ospita lo spettacolo di narrazione e figura «Sublime salvatico» a cura di Intermezzo per cappello, di e con Valerio Marini, Elisabetta Pagnani e Maurizio Perissinotto.

Non può mancare una proposta per le famiglie. Ecco quindi che, sabato alle 17:30, alla Sala Filarmonica di Rovereto c’è «Cenerentola. Rossini all’opera» con gli attori Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci e Mirjam Schiavello affiancati al pianoforte da Diego Mingolla.

Grandi e piccini possono così entrare nel mondo dell’opera per assistere alle vicende di un grande compositore, Gioachino Rossini. Colto nel momento della creazione artistica il maestro viene immaginato immerso nel suo mondo musicale, nella sua quotidianità, travolto dagli impegni, ossessionato dal cibo e dalla pigrizia. In scena ci sono tre personaggi: la Musica, personificata dal maestro Rossini, le Parole, cioè il librettista Jacopo Ferretti, e il Canto, ovvero una giovane ragazza di nome Angelina che sta facendo le pulizie in teatro e aiuta i due artisti ottocenteschi a unire musica, parole e canto nell’opera lirica “La Cenerentola”, ossia “La bontà in trionfo”, che diverrà famosa in tutto il mondo. Tre personaggi che giocano in una girandola di emozioni, intrecciandosi come fili a comporre immagini, quadri poetici surreali e comici sulla trama della celebre fanciulla che perde la scarpetta.