la misura
mercoledì 2 Aprile, 2025
Fino a 100mila euro per una casa nelle valli spopolate, interessate 23mila abitazioni
di Simone Casciano
La critica di Andrea Grosselli, segretario della Cgil del Trentino: «Non c’è nessuno spopolamento della montagna in Trentino. Il piano di Fugatti è sbagliato»

Se l’offerta della Provincia di sostenere, con un impegno che può arrivare fino a 100mila euro, chi decide di acquistare e o ristrutturare una casa nei 33 comuni spopolati del Trentino sta ricevendo attenzione mediatica nazionale e internazionale, dall’altra riceve anche la bocciatura della Cgil. Intanto, dati alla mano, nei 33 comuni interessati dal provvedimento le case vuote o inabitate sono circa 23mila.
Grosselli: «Servono servizi»
La critica di Andrea Grosselli, segretario della Cgil del Trentino, alla misura presentata da Fugatti parte da un dato che ribalta i presupposti su cui poggia il provvedimento: «non c’è nessuno spopolamento della montagna in Trentino». «Negli ultimi trent’anni, dal 1991 al 2023, il numero di abitanti nei comuni sopra i 500 metri in Trentino è cresciuto, non diminuito, passando da 171.175 a 194.630, con un incremento del 13,7% – dice Grosselli – Anche sopra i 1.000 metri di altitudine oggi ci sono più residenti di trent’anni fa». Non solo, sono i documenti della Provincia, dice Grosselli, a certificare che «la montagna trentina è una montagna viva, dove uomo e ambiente hanno imparato a convivere. (…) Non si può parlare di un vero e proprio spopolamento della montagna perché attualmente più del 6% della popolazione vive sopra i 1.000 metri e il 16% vive sopra i 750 metri». Come spiegare allora il trend negativo nei 33 Comuni individuati dalla Provincia? «È ovvio che se si individuano specifiche situazioni di piccoli comuni avremo anche dei dati in calo, ma come dimostra il documento di Ispat del 30 maggio 2022 – spiega Grosselli – nelle stesse Comunità di Valle accanto ai comuni che si rimpiccioliscono ce ne sono altri che crescono. Si deve quindi fare un ragionamento per aree territoriali omogenee e costruire politiche su misura per i singoli territori. Basterebbe investire sull’autonomia delle Comunità di Valle, stimolando, valutando e finanziando progetti che nascono sul territorio. Invece si illudono i comuni con politiche centralistiche decise a Trento senza nessun coinvolgimento dei territori e soprattutto senza una vera analisi dei problemi delle comunità». Per il sindacato i Comuni hanno «bisogno di ben altro. Servono cioè servizi, a cominciare da quelli per le giovani famiglie e per gli anziani, sempre più soli nelle valli, fino ai trasporti, serve promuovere la diffusione di posti di lavoro di qualità in termini retributivi e organizzativi, serve una politica abitativa che contrasti l’overtourism e la speculazione immobiliare». Ma nel «superbonus» voluto dalla giunta «di tutto questo non c’è traccia – conclude Grosselli – Fa rabbia vedere traditi così gli Stati Generali della Montagna: non si possono infatti risolvere problemi complessi con interventi fatti a naso, senza nessuna analisi, senza nessuna valutazione di impatto. Poi non possiamo sorprenderci se l’incentivo attrae l’interesse di canadesi, polacchi o connazionali fuori dai confini, ma non dei giovani trentini. Perché la realtà è un’altra. Siamo di fronte all’ennesimo provvedimento spot, che non avrà alcuna ricaduta concreta sulla comunità. Una nuova lotteria che farà felici 150 famiglie ma lascerà ancora più sole le periferie».
23mila case vuote
Sempre analizzando i dati, in questo caso quelli Istat relativi alle case inabitate, risultano circa 23mila gli immobili vuoti nei 33 comuni beneficiari dell’intervento. Tra quelli che ne contano di più ci sono Canal San Bovo (1.999), Castello Testino (1.657), Peio (1.810), Tre Ville (1.505), Rabbi (1.096) e Vallarsa (1.044). Un grande numero e a cui il provvedimento non punta a dare risposta nella sua interezza. Secondo gli uffici tecnici della Provincia, nel corso dei due anni per cui il progetto è stato finanziato in via sperimentale, l’obiettivo è di recuperare al massimo 100 alloggi all’anno.
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