Sanità
lunedì 11 Dicembre, 2023
La nuova sala operatoria ibrida del Santa Chiara sarà realtà entro la fine del 2024
di Redazione
Permetterà di svolgere sia l'attività chirurgica tradizionale sia interventistica a guida radiologica e avrà un costo di 4.9 milioni di euro

«La nuova sala ibrida – ha sottolineato il presidente Fugatti – trasmette la volontà di continuare a investire sull’ospedale Santa Chiara, pur avendo già programmato la realizzazione del nuovo ospedale. Come abbiamo sempre detto, non si deve interrompere il processo di riqualificazione tecnologica. Vogliamo un ospedale operativo ed efficiente. Ecco perché continuiamo a investire, anche in questo periodo transitorio, che ci porterà ad avere il nuovo polo ospedaliero universitario».
«Anche questo investimento – ha affermato il direttore generale di Apss Antonio Ferro – dimostra l’attenzione di Provincia e Apss nel fornire servizi all’avanguardia e nel tenere alta la qualità delle cure dei nostri ospedali. Vogliamo mettere a disposizione le migliori attrezzature e strumentazioni per rendere sempre più attrattiva la sanità provinciale per i cittadini e i professionisti e continueremo a lavorare per rendere l’ospedale Santa Chiara, in attesa che il nuovo ospedale di Trento diventi realtà, un presidio in grado di fornire prestazioni di alta qualità».
La parola è poi passata a Debora Furlani, direttrice del Dipartimento infrastrutture che ha illustrato le caratteristiche tecniche della sala ibrida che si andrà a costruire al Santa Chiara: «Il nuovo spazio operatorio – ha evidenziato Furlani – sarà a servizio di tre specialità di eccellenza del nosocomio trentino: cardiologia, cardiochirurgia e chirurgia vascolare e permetterà di effettuare gli interventi di messa a norma antincendio sul blocco operatorio senza avere la necessità di diminuire l’attuale offerta di prestazioni. Gli elementi progettuali messi in gara prevedono circa 220 metri quadri in una struttura prefabbricata, complanare con il blocco operatorio attuale, in espansione sul lato ovest. Si tratterà appunto di moderni spazi ad alta tecnologia dove la diagnostica angiografica sarà integrata con le attività di sala operatoria. Nel nuovo volume, addossato sul lato di via Gocciadoro, troveranno spazio anche una recovery room da tre posti letto e degli spazi tecnici e di servizio».
Una struttura pensata anche per il Nuovo Polo Ospedaliero Universitario
La formula scelta per velocizzare la procedura è quella di una fornitura complessiva, chiavi in mano, di una struttura prefabbricata completa di arredi e tecnologie, che sfrutta l’esperienza condotta nel periodo del covid, dove installazioni di volumi modulari posizionati vicino agli ospedali, hanno ospitato sale d’attesa reparti di terapia intensiva e spazi vaccinali, migliorando molto il livello di queste tipologie di strutture di rapida realizzazione. Inoltre trattandosi di strutture modulari potranno, nel caso di una rapida entrata in funzione e del Nuovo Polo Ospedaliero Universitario, venire riutilizzate come anche le tecnologie ospitate nella struttura.
I tempi
I fornitori interessati avranno tempo fino a fine gennaio per presentare le loro proposte progettuali e realizzative che poi saranno valutate, da un’apposita commissione, per dar seguito alla fase costruttiva che durerà complessivamente 150 giorni più i tempi necessari per le autorizzazioni. Entro la fine del 2024 la nuova sala ibrida sarà operativa.
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