Lo scontro
lunedì 17 Febbraio, 2025
La Russia attacca di nuovo Mattarella: «Le sue parole avranno conseguenze». Trasporti e banche italiane nel mirino degli hacker russi
di Redazione
La portavoce del ministero degli Esteri russo critica il presidente della Repubblica. Poco dopo, il gruppo NoName057(16) lancia attacchi informatici contro aeroporti, porti e istituti finanziari italiani. Palazzo Chigi condanna le accuse di Mosca, mentre dal Quirinale nessuna reazione ufficiale.

La portavoce del ministero degli Esteri russo è tornata ad attaccare il presidente della Repubblica italiana. Durante un intervento televisivo domenica sera, ripreso dall’agenzia di stampa Tass, Maria Zakharova ha dichiarato che le parole pronunciate dal capo dello Stato italiano in una lectio all’Università di Marsiglia «non possono rimanere senza conseguenze».
Poche ore dopo, nella mattinata di lunedì, il gruppo di hacker filorussi NoName057(16) ha lanciato una nuova serie di attacchi DDoS (distributed denial of service) contro diversi siti italiani nei settori dei trasporti e della finanza. Tra gli obiettivi figurano gli aeroporti di Linate e Malpensa, l’Autorità dei trasporti, i porti di Taranto e Trieste, oltre alla banca Intesa SanPaolo. Tuttavia, secondo l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, gli attacchi non hanno avuto impatti significativi sui servizi. Nella rivendicazione, il gruppo hacker ha citato le dichiarazioni del presidente Sergio Mattarella, definendolo «russofobo» per il suo riferimento alla Russia e al Terzo Reich.
Già lo scorso venerdì, Zakharova aveva duramente criticato le parole di Mattarella, definendole «invenzioni blasfeme». La reazione della politica italiana è stata immediata: la presidenza del Consiglio ha respinto le affermazioni della funzionaria russa, definendole «insulti che offendono l’intera nazione». Dal Quirinale non sono giunti commenti ufficiali, ma fonti vicine al presidente hanno sottolineato la sua serenità e ribadito l’importanza di leggere il discorso integrale tenuto a Marsiglia. Come spiegava Marzio Breda, il parallelo tracciato da Mattarella aveva un valore metodologico, e l’attacco di Mosca sembrerebbe frutto di un fraintendimento o di un tentativo pretestuoso di interferire nella politica italiana.
Intervenendo domenica sera sul canale Rossija 1, durante una trasmissione condotta da Vladimir Solovyov, noto esponente della propaganda russa, Zakharova ha ribadito le sue accuse: «Durante una lezione, Mattarella ha dichiarato che la Russia può essere equiparata al Terzo Reich. Questo non può e non potrà mai rimanere senza conseguenze». Ha poi aggiunto: «Purtroppo l’Italia è il Paese in cui è nato il fascismo» e ha accusato il presidente italiano di appartenere a una nazione che, storicamente, ha attaccato la Russia. «Ci viene detto da una persona che non può non sapere quanti soldati italiani hanno ucciso i nostri nonni e bisnonni sul nostro territorio durante la Seconda guerra mondiale sotto bandiere e slogan nazisti».
Nel suo discorso, Mattarella aveva dichiarato: «Fenomeni di carattere autoritario presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla convinzione che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali. Il risultato fu un aumento dei conflitti anziché della cooperazione, pur nella consapevolezza della necessità di affrontare i problemi su scala più ampia. Ma, invece della cooperazione, prevalse la logica della dominazione, che portò a guerre di conquista. Questo fu il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura».
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