Il reportage

sabato 5 Aprile, 2025

Luxottica, a Rovereto 72 adesioni alla settimana corta. «Più tempo per noi, per figli e genitori anziani»

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Non a caso l’iniziativa aziendale si chiama proprio «Time4you», formula inglese che in italiano si legge «tempo per te» e che gioca sul numero quattro, quello dei giorni lavorativi

Tempo per gestire meglio i figli e i tanti impegni familiari; tempo per prendersi cura dei genitori ormai anziani; ma soprattutto tempo per se stessi: per le proprie passioni e i propri bisogni. È quest’ultima la motivazione più diffusa tra i 72 dipendenti dello stabilimento roveretano Luxottica che quest’anno hanno scelto la settimana corta (l’anno scorso era stata concessa a 31 lavoratori su 38 richiedenti). E non a caso l’iniziativa aziendale si chiama proprio «Time4you», formula inglese che in italiano si legge «tempo per te» e che gioca sul numero quattro, quello dei giorni lavorativi, uno in meno dei canonici cinque, per un totale di 20 settimane all’anno.

«I miei figli ormai sono grandi, mio marito lavora, quindi io posso dire di aver preso questa scelta per me – racconta Monica Bertoldi, 59 anni, in Luxottica da trenta –. Uso le giornate del venerdì o del lunedì per staccare; posso dedicarmi con calma alle faccende di casa, per godermi poi appieno il fine settimana senza correre dietro alle cose da fare». «È già il secondo anno che aderisco, sono sempre stata una sostenitrice della settimana corta: leggevo delle sperimentazioni in altri Paesi e speravo che prima o poi sarebbe arrivata anche in Italia», afferma Alessandra Costa, 58 anni, anche lei in azienda da una vita. Le sue motivazioni sono simili a quelle della collega: dedicare tempo a sé e alle persone care. «I miei genitori ormai sono anziani, con la settimana corta posso dedicare loro del tempo di qualità, non toccate e fughe ogni giorno, ma facendo loro compagnia – spiega –. A ciò si aggiungono i problemi di salute con cui sto facendo i conti: una situazione non così grave da prendere malattia, ma che mi rende difficile sostenere tutta la settimana lavorativa. La qualità di vita è fuori dalla fabbrica».

Il nuovo modello organizzativo è il frutto del contratto integrativo aziendale (Cia) 2024-2026 siglato a novembre 2023 tra il gruppo Luxottica e le organizzazioni sindacali. L’anno scorso c’è stata la prima sperimentazione, che a Rovereto, a differenza degli altri stabilimenti, aveva raccolto solo 38 richieste su una platea di circa 200 dipendenti papabili (su 620 totali). A livello di gruppo, invece, l’iniziativa è stata subito un successo: 787 richieste su 600 posti disponibili (a fronte di un parco lavoratori di circa diecimila unità).

«Tanti lavoratori all’inizio erano scettici e diffidenti come spesso avviene per tutte le innovazioni introdotte nei contratti: anche l’arrivo dei turni sconvolse all’epoca i lavoratori, mentre oggi nessuno tornerebbe indietro», argomenta Giovanni Longobardi, lavoratore che ha scelto il Time4you (che gli permette per esempio di vedere di più i figli, che vivono a Verona), nonché membro della Rsu di Uiltec che ha seguito da vicino le trattative. «Il Time4you è una conquista sindacale: da anni chiedevamo uno strumento di conciliazione tra vita privata e attività lavorativa – continua il sindacalista –. Una buona adesione c’è stata tra gli under 30, che avevano un contratto interinale e che grazie alla settimana corta sono stati stabilizzati. Loro hanno una mentalità più elastica e hanno capito subito il meccanismo». Anche a Rovereto, comunque, in un anno le adesioni sono già raddoppiate. Quest’anno l’azienda è riuscita inoltre a coinvolgere alcune figure che, pur interessate, nella prima fase erano rimaste escluse per questioni organizzative.

Tra loro c’è una coppia, lei team leader, lui attrezzista, a cui è stata garantita la possibilità di restare a casa lo stesso giorno. «L’auspicio – conclude Costa – è che questo modello diventi la normalità, non solo 20 settimane all’anno, e non come opzione, ma per tutti a parità di stipendio. Penso soprattutto a mio figlio che ha trent’anni e alla sua generazione». «Chissà se e quando andranno in pensione – concorda Bertoldi, anche lei madre di una trentenne –. Il tempo libero è prezioso e va usato al meglio sin da giovani».