agricoltura

giovedì 27 Marzo, 2025

Mezzi agricoli, inaugurata a Lavis la struttura dedicata al lavaggio dei veicoli

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La struttura recupera il 100% dell’acqua usata. Stefani, presidente del Consorzio di bonifica: «Verso un’agricoltura sempre più sostenibile»

Soddisfazione e orgoglio, ieri mattina a Lavis, in occasione dell’inaugurazione della nuova struttura dedicata al lavaggio di mezzi agricoli in Località Torbisi. L’evento ha visto la partecipazione di numerose istituzioni locali, intervenute per un breve saluto, e di tanti operatori ed esponenti del mondo agricolo.
«Ogni individuo ha il potere di fare del mondo un posto migliore» è stato detto, e la nuova struttura ne è un esempio: si tratta di un progetto territoriale, come ricordato dalla assessora provinciale all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali Giulia Zanotelli. Un modello esportabile ad altre realtà territoriali del Trentino perché rappresenta l’essenza di una buona pratica ambientale in ottica di sostenibilità e riciclo.
«Nel 2022 abbiamo iniziato un percorso nella Piana Rotaliana – ha detto Luigi Stefani, presidente del Consorzio Trentino di Bonifica – percorso che nel corso del biennio 2023-2024 è stato messo in funzione con l’impianto di Mezzocorona, generando un ottimo riscontro da parte degli agricoltori. Un’idea che parte dunque dal basso, dal mondo agricolo, nella direzione di un’agricoltura sempre più sostenibile dove a migliorare sono una serie di fattori, come la qualità dell’acqua. È un modello che può essere replicato su tutto il Trentino, si tratta solo di giocare di squadra».
L’impianto di Lavis è progettato per il lavaggio esterno dei soli mezzi agricoli utilizzati per i trattamenti fitosanitari, con il recupero totale dell’acqua utilizzata (scarico zero). L’acqua viene trattata in modo da renderla nuovamente fruibile per i lavaggi successivi. Una piccola frazione, di volume pari o inferiore al 5% del totale, chiamata concentrato, viene accumulata in un apposito serbatoio di stoccaggio ed è destinata allo smaltimento in impianto autorizzato. L’impianto è concepito per lavorare a ciclo continuo sette giorni su sette e 24 ore al giorno, senza presenza di operatore. La struttura copre un territorio agricolo di oltre mille ettari collocati sul fondovalle dell’Adige (Lavis, Terre d’Adige, San Michele) e la collina avisiana (Pressano). È in grado di trattare 50/60 lavaggi al giorno. L’utenza viene abilitata all’accesso alla struttura per mezzo di un badge che monitora gli accessi e permette di raccogliere dati sull’utilizzo, al fine di ottimizzare la gestione dell’impianto che è costituito da: area di lavaggio a piazzola singola; raccolta, pretrattamento delle acque e sollevamento; container per tecnologie di lavaggio e trattamento/depurazione delle acque al fine del riutilizzo; serbatoi di accumulo.
«Si tratta di un’evoluzione sulla base dell’esperienza dei primi due anni di gestione – ha spiegato Michele Bernabè, direttore del Consorzio Trentino di Bonifica – è stato fatto uno sforzo per ridurre i costi di costruzione e gestione: abbiamo una parte tecnologica di filtrazione contenuta all’interno di un container, una piattaforma con tettoia e l’adeguamento ambientale della struttura con pannelli in legno a copertura. Poi ci sono dei sistemi di automazione, filtri, lampade: tutte opere a tutela degli operatori e della qualità dell’acqua». L’opera ha avuto un costo totale di 354.000 euro, con un contributo di 199.990 euro, messo a disposizione dal Gal Trentino Centrale.
L’area su cui sorge l’impianto era un vecchio relitto inutilizzato dal servizio stradale, che ha concesso l’utilizzo della zona per trent’anni. I lavori, iniziati nella primavera del 2024, si sono conclusi lo scorso ottobre. Nelle prossime settimane saranno distribuiti i badge per accedere alla struttura: l’auspicio è che il centro veda numeri significativi, per far sì che possano nascere altri progetti irrigui territoriali per le aziende locali. L’intenzione, presentata sotto forma di programma alla Provincia, è quella di realizzare altre sei piazzole sull’asta dell’Adige nei prossimi tre o quattro anni, e anche la Val di Non è pronta per insediare una struttura.