Ricchezza

domenica 21 Luglio, 2024

Pil pro capite, il Trentino è al secondo posto in Italia. Meglio solo l’Alto Adige

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Trento 33esima in Europa con 46mila euro, Bolzano al tredicesimo posto con 57mila
Il Trentino-Alto Adige guida la classifica delle regioni italiane per quanto riguarda il Pil pro capite. Le Province Autonome di Bolzano e Trento si posizionano rispettivamente al primo e al secondo posto nelle rilevazioni elaborate dall’Ufficio Studi Cgia sulla base dei dati forniti per il 2022 da Eurostat. Le statistiche sono relative alle 240 aree regionali UE a parità di potere d’acquisto tra le stesse. In Europa, Bolzano si classifica al tredicesimo posto con 56.900 euro. Trento è più staccata al 33esimo posto con 46.100 euro, seguita a ruota dalla Lombardia al 34esimo (46.000 euro) e la Valle d’Aosta al 35esimo (45.700 euro). Entrambe le province guadagnano quattro posizioni rispetto al 2019, mentre nella stessa finestra temporale la variazione percentuale è del + 16,8% per l’Alto Adige e del + 16,4% per il Trentino (dati che riguardano sempre il Pil a parità di potere d’acquisto). In termini assoluti, significa rispettivamente un aumento di 8200 e 6500 euro per le due aree. I dati sono buoni se confrontati con il resto d’Italia, soprattutto il Sud, ma ben lontani dalle prime posizioni a livello europeo. Ad occuparle sono l’irlandese Southern con un importo pari a 101.200 euro, Luxembourg con 90.900 euro e l’irlandese Eastern and Midland con 87.600 euro. Cifre doppie rispetto a quelle registrate in Provincia di Trento. Va altresì segnalato che rispetto al 2019 (anno pre Covid), nella graduatoria europea del Pil pro capite tutte le nostre regioni del Nord (ad eccezione del Piemonte che è sceso di tre posizioni) o non hanno perso terreno (il Veneto) o hanno migliorato la posizione che occupavano prima della crisi pandemica (tutte le altre). Diversamente, le nostre regioni meridionali, ad eccezione del Molise e della Basilicata, sono scivolate ulteriormente verso il fondo della classifica generale, in particolare la Calabria, la Campania e la Sicilia che hanno perso rispettivamente  quattro, cinque e sei posizioni a livello europeo. La Campania è ora al 205esimo posto con 22.200 euro, la Sicilia al 211esimo con 21.000 euro e, infine, la Calabria è al 215esimo posto con 20.300 euro. Perde una posizione anche la Puglia, al 200esimo posto con un Pil pro capite di 22.900 euro. Per fare un raffronto all’ultimo posto nell’Unione si classifica la regione bulgara di Severozapaden con 14.100 euro.
Misurando, però, la variazione del Pil reale, quindi rapportato a prezzi costanti e non tenendo conto della loro variazione degli stessi, tra il 2024 e il 2019 (anno pre pandemico), quasi tutte le regioni hanno recuperato abbondantemente il terreno perduto, in particolare nel 2020 che ha costretto tantissime attività economiche a chiudere e buona parte degli italiani a rimanere in casa. Rispetto al periodo pandemico, nel 2024 la Lombardia può contare su un Pil reale cresciuto del 6,65% , la Puglia ha registrato uno straordinario +6,18 per cento e l’Emilia Romagna il +5,62 per cento. Anche qui il Trentino Alto Adige fa bene, vantando una variazione positiva del 4,98%. Simili i numeri per le altre due regioni del Nord Est: il Friuli Venezia Giulia aumenta del +4,77% e il Veneto del +4,60%. Hanno recuperato anche le regioni del meridione (Calabria +1,83, Sicilia  +3,21, Campania +3,38). Le uniche realtà che, invece, non sono ancora ritornate ai livelli pre-Covid sono l’Abruzzo con il -0,23 e l’Umbria con il -0,26%. Per quanto riguarda la crescita stimata del Pil reale, Il Trentino Alto Adige sarebbe al quinto posto a livello statale, a pari merito con la Toscana e con un aumento previsto dello 0,72%. La crescita prevista complessivamente per l’Italia è dello 0,71%, quindi perfettamente in linea con il dato della regione.
A precedere il Trentino-Alto Adige sono la Lombardia, con un tasso previsto dello 0,95%, l’Emilia Romagna con lo 0,86, la Valle D’Aosta con lo 0,81% e il Veneto con lo 0,80. L’aumento del Pil reale a livello nazionale sarà sostenuto soprattutto dai servizi (turismo in testa) e dalle esportazioni. Si prevede, invece, un calo dell’industria, in particolare nel settore della moda, dell’automotive e del metallurgico. Gli investimenti non dovrebbero subire particolari incrementi, mentre i consumi delle famiglie sono destinati a salire nella seconda parte dell’anno, dopo la flessione registrata tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. L’ultimo dato è quello relativo al valore aggiunto nelle province italiane. Qui Trento si posiziona al 33esimo posto con un aumento stimato nello 0,54% per il 2024. Bolzano è, invece al 21esimo posto con  il +0,61%, mentre a guidare la classifica è Milano con una crescita stimata dell’1,14%