I fatti
mercoledì 29 Gennaio, 2025
Trentino, morti venti ciclisti negli ultimi dieci anni
di Tommaso Di Giannantonnio
Tutti hanno perso la vita dopo un incidente in bicicletta in strada, spesso a causa di automobilisti spregiudicati.

Lo studente in gita, il cameriere stagionale, la direttrice di un negozio, la consulente del lavoro, la promessa del ciclismo, il maestro di tromba, il fabbro in pensione. I loro volti sono apparsi nel vortice della cronaca e poi sono sprofondati nell’oblio. Consegnati alla memoria di amici e familiari, trafitti da un dolore che muta nel tempo, ma che non svanisce mai. Biografie comuni, tra piccoli grandi sacrifici e soddisfazioni. Tutti hanno perso la vita dopo un incidente in bicicletta in strada, spesso a causa di automobilisti spregiudicati. Dal 2014 a oggi sono morte 20 persone in Trentino sulle due ruote. Il più giovane aveva solo 10 anni. Era un bambino.
Sara Piffer, 19 anni, è l’ultima vittima trentina di una strage che non conosce fine (nella foto la sua bici @Marco Loss). Ieri, a distanza di un giorno dal funerale della giovane campionessa di Palù di Giovo, a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, un altro ragazzo di 19 anni, Haymouda Oussana, è morto dopo essere stato travolto da un’auto. «La morte di Sara non deve essere vana, deve spingere a cambiare effettivamente il sistema. Non si deve parlare di fatalità, sono tutti vittime di errori umani», ha detto nei giorni scorsi a il T Marco Scarponi, fratello di Michele, il campione di ciclismo travolto e ucciso nel 2017 da un furgone che non si era fermato allo stop.
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