Eventi
giovedì 3 Agosto, 2023
Trentino Music Arena: i costi sono alle stelle e potrebbero crescere ancora
di Simone Casciano
La Provincia aveva stanziato 500mila euro per l’estate, potrebbero non bastare. Solo di cachet per gli artisti che si sono esibiti a luglio spesi almeno 150mila euro

«I soldi sono finiti» cantavano I Ministri qualche anno fa e chissà che non arrivino prima o poi a suonare quel brano sul palco della Trentino Music Arena, sarebbe molto azzeccato. Sì, perché facendo i conti, dopo la Trentino Love Fest, sembra che il finanziamento stanziato sia già stato ampiamente speso. Soprattutto per quel che riguarda la parte destinata ad Edg spettacoli per pagare gli artisti.
I conti
Andiamo con ordine. La determina, che prevedeva il finanziamento, parlava di 250mila euro da destinare alla parte artistica. Sia gli organizzatori che la Provincia avevano specificato che i fondi servivano tanto per le tre date di luglio appena passate, che per quelle in arrivo a fine agosto, per cui gli headliners probabili sono Finley, Morcheeba, Giuliano Palma e Dolcenera. Aiutati da un professionista del settore, che si occupa di organizzare molti degli eventi che animano l’estate italiana, abbiamo fatto i conti degli artisti che si sono avvicendanti sul palco dal 27 al 29 di luglio. Da Gianmaria ai Cor Veleno, passando per Tony Effe, Naska, Nayt, Tredici Pietro, Tormento e tralasciando Le Vibrazioni, che all’ultimo minuto hanno dato forfait, solo di cachet sarebbero già stati spesi almeno 150mila euro. Questo senza contare che per scritturare alcuni di questi artisti gli organizzatori si sono appoggiati ad una sub-agenzia (lo si intuisce guardando le grafiche e i loghi sulle locandine del festival dedicate ai vari artisti). È lecito supporre che questi professionisti, per il loro lavoro di tramite, si siano fatti pagare commissioni che nell’ambiente girano attorno al 10 o 15% del cachet dell’artista scritturato. Fosse vero l’esborso sarebbe ancora più alto e questo senza considerare che Edg aveva anche un’altra serie di spese a suo carico. Insomma, la quota dedicata ai cachet degli artisti sarebbe già vicina ad esaurirsi prima ancora di considerare le quattro date dal 23 al 26 agosto. A tutto questo si aggiunge il fatto che la Provincia punta ad organizzare almeno altre due date a settembre con artisti del calibro di Lazza e degli Articolo 31, come scritto sul «T» di martedì, il cui cachet potrebbe superare i 100mila euro. Se si considerano tutti questi fattori, risulta inevitabile pensare che la Provincia sia pronta a stanziare fondi ulteriori per organizzare gli eventi di settembre e forse anche per quelli di agosto. Non è un caso forse che la prima adozione della delibera del Centro Santa Chiara, che fu poi bloccata, parlasse di un finanziamento che partiva da 250mila euro, ma poteva arrivare fino a 500mila. Oltre a tutto questo va ricordato che a marzo scorso la Provincia aveva stanziato 630mila euro per lavori da effettuare nell’area tra cui la nuova recinzione metallica per separare l’area concerti dalla vicina ferrovia, mettendola così in sicurezza. Per finire altri 250mila sono stati stanziati in previsione degli eventi estivi per allestimenti di competenza Pat. Ossia il noleggio di torri faro, recinzioni e locali per il backstage.
La raccolta
Intanto è Alessio Manica a fare un’altra serie di conti: quelli alla solidarietà. Il consigliere del Partito Democratico, che sull’evento appena concluso aveva già presentato un’interrogazione in consiglio provinciale, ha tirato le somme di quanto raccolto dalla Trentino Love Fest. La tre giorni, infatti, era stata organizzata come evento benefico per l’Emilia-Romagna, con l’intenzione di destinare alla regione colpita dall’alluvione il ricavato dei biglietti da 2,50 euro venduti per le serate. «I risultati non paiono proprio brillanti – scrive Manica – Ad essere molto, ma veramente molto, generosi non si registrano più di 10.000/15.000 biglietti venduti alla modica cifra di € 2,50, per un totale oscillante fra € 25.000 ed € 37.000». Soldi da cui, secondo il consigliere, andrebbero «defalcati i costi di Siae e tassazioni varie», portando la donazione finale ad una cifra ancora più bassa.
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