viabilità
giovedì 27 Febbraio, 2025
di Luca Galoppini
A partire da lunedì scorso, presso via Lung’Adige Giacomo Leopardi sono iniziati i lavori di sostituzione di una parte dell’acquedotto comunale. Si tratta infatti di una conduttura dorsale ormai datata che, come riportato dagli addetti ai lavori presenti in loco, ha presentato una perdita, e necessita per questo motivo di essere rinnovata. Il cantiere ha per ora bloccato l’accesso sul lato nord della via, dall’entrata presso il ponte San Giorgio. Inevitabilmente, da lunedì questo tratto della città subisce un importante aumento del traffico, causato dai mezzi di trasporto e dalle vetture dei cittadini che transitano in entrata e in uscita dal centro. L’impatto sulla circolazione è notevole. Durante le ore di punta, specie a mezzogiorno e dalle 17 alle 19, le code si allungano e i tempi di percorrenza si dilatano sensibilmente con ripercussioni fino a Cadine la mattina presto, con il blocco del traffico di chi scende in città. A creare ulteriori disagi, non solo ai conducenti ma anche ai cittadini residenti in Lung’Adige Giacomo Leopardi, sono anche i tempi di attesa. L’ordinanza presente al perimetro del cantiere spiega che i lavori dovrebbero svolgersi a partire dalle 8.30 del mattino, e che dovrebbero terminare entro il 6 aprile, ma secondo l’esperienza degli addetti ai lavori non si dovrebbe terminare prima della fine di maggio. Inoltre, i lavori proseguiranno fino all’entrata sud di via Lung’Adige Giacomo Leopardi, cioè fino alla rotonda presso il ponte San Lorenzo, uno dei punti più trafficati della città.
Alcuni passanti che abitano nelle strade private perpendicolari alla strada soggetta ai lavori hanno manifestato preoccupazione in merito ai parcheggi, da questi pagati annualmente, e che ora rischiano di non essere accessibili per diversi mesi. Questi ultimi confidano che il cantiere venga almeno progressivamente spostato lungo la via, nella speranza di non vedere la propria strada completamente bloccata per un periodo di tempo indefinito. A raccontare i disturbi causati dal cantiere installato sulla strada è stato Simone Lucchiari, originario di Bolzano e che da diversi anni abita a Trento, e che più volte ha lamentato disagi: «Ho la fortuna di abitare proprio a lato della strada. Camera mia e quelle del soggiorno sono a lato del tubo di scappamento delle macchine e da tre anni, due volte all’anno, proprio in questo punto, si fanno dei lavori», ha spiegato Simone, che ha poi aggiunto: «Questo sarà il sesto cantiere nel giro di tre anni che mi piazzano sotto casa. Ho anche provato a contattare le istituzioni per discutere sulle qualità dell’aria, perché ogni volta che apro la finestra l’aria è irrespirabile. Qualcuno della segreteria mi ha risposto, rispondendo che il problema non era di loro competenza; mi hanno dato altri contatti, ognuno mi rimandava a contatti esterni, e alla fine nessuno mi ha mai aiutato».
Nel frattempo, Simone, ha già deciso di trasferirsi altrove. Una scelta dolorosa, ma che reputa necessaria per tutelare il proprio benessere. «Io da tre anni sono vittima di tutti questi lavori, che puntualmente mi disturbano. Non sono libero di aprire la finestra per via del rumore violento dei martelli pneumatici e dell’inquinamento causato dalle macchine che devono spaccare la strada. Ci ho pensato a lungo, e alla fine ho pensato che la cosa migliore per me sia cambiare casa. Vivere qui, in queste condizioni, è diventato insostenibile».
Un altro aspetto che Simone ha voluto sottolineare riguarda il mancato rispetto dell’ordinanza, che indica le 8.30 come inizio dei lavori, ma che puntualmente non viene rispettata: «È capitato in questi anni che i lavori iniziassero alle sei del mattino, a volte persino di sabato mattina. Capite bene che in questo modo una persona non può vivere. Avevo anche chiesto di mettere dei dossi perché questa è una strada il cui limite non deve superare 30 chilometri orari. Avevo segnalato ai vigili questo problema, avevo parlato anche con gli ausiliari del traffico per questo problema. Ci sono bambini che giocano su questa strada, anziani che attraversano lentamente le strisce pedonali. Puntualmente, questi 30 chilometri orari non vengono mai rispettati, a volte anch’io ho paura».