La guerra dei dazi
mercoledì 2 Aprile, 2025
Trump, il giorno dei dazi. L’Unione Europea pronta alla ritorsione
di Redazione
Von der Leyen: «Non abbiamo iniziato noi questo scontro, pronti a reagire». Urso: serve cautela, rischiamo di farci male. Tajani: già molte aziende sono crollate in Borsa. Weber (Ppe): dove sono gli amici di Trump?

Il D-Day è arrivato, dove questa volta la D sta per dazi, tariffe aggiuntive imposte dagli Usa a partire da oggi (alle 22 ora italiana) a tutti i prodotti importati negli Stati Uniti (anche europei e italiani). Ieri Ursula von der Leyen è stata dura contro Trump e la sua guerra commerciale. «Questo scontro non è nell’interesse di nessuno», ha detto. Quella tra l’Ue e gli Usa «è la relazione commerciale più grande e prospera al mondo e staremmo tutti meglio se potessimo trovare una soluzione costruttiva. Allo stesso tempo, deve anche essere chiaro: l’Europa non ha iniziato questo scontro. Non vogliamo necessariamente vendicarci, ma abbiamo un piano forte per vendicarci se necessario». La presidente della Commissione europea alla Plenaria del Parlamento Ue ha così annunciato «contromisure molto decise, se necessario». Il presidente degli Stati Uniti nelle ultime ore, pur smorzando i toni e dicendo che sarebbe stato «gentile» con i partner commerciali, aveva detto che «i dazi metteranno fine alle pratiche sleali».
Le notizie che arrivano dagli Stati Uniti «hanno fatto precipitare le quotazioni in Borsa di molte imprese», ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante un evento al Centro studi americano a Roma. «C’è una situazione di grande attesa per ciò che accadrà mercoledì», ha dichiarato il ministro, aggiungendo: «Una guerra dei dazi non conviene a nessuno». «In un mondo sempre più caotico occorre avere cautela e responsabilità ed è quello che chiediamo alla nostra Ue. Aspettiamo le decisioni di Trump perché spesso ha detto delle cose e fatto altre. Aspettiamo le decisioni e prepariamo la nostra risposta, ma dovrebbe essere evitata l’escalation», ha invece affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervistato da Skytg24. «Se agiamo con contromisure – ha detto riferendosi all’Ue – ci facciamo male da soli. La soluzione non è quella di reagire meramente creando una escalation nella guerra commerciale che avrebbe solo perdenti, ma quello di avere una politica strategica più ampia creando nuovi accordi bilaterali, per esempio con l’India».
«Trump minaccia il miglior modello economico del mondo – ha tuonato invece il leader del Ppe Manfred Weber in Aula all’Eurocamera -. L’Europa è il 22% del Pil globale, siamo una potenza economica, mentre gli Stati Uniti sono il 25%, quindi siamo uguali! Se Trump si concentra sui beni europei, noi dovremmo concentrarci di più sui servizi americani. I giganti digitali pagano poco le nostre infrastrutture digitali». E citando Viktor Orban e Alice Weidel, leader dell’Afd, Weber ha attaccato: «Dove sono gli amici di Trump in questo momento, hanno parlato con Trump in questo momento?»
Il governo britannico di Keir Starmer crede invece nel negoziato avviato con l’amministrazione Trump su un possibile accordo bilaterale commerciale post Brexit in grado di allontanare la minaccia dei dazi Usa nei confronti del Regno Unito e lascia al momento sullo sfondo la prospettiva di ritorsioni. Lo ha lasciato intendere il ministro britannico delle Attività Produttive, Jonathan Reynolds, dichiarandosi convinto alla Bbc che la Gran Bretagna sia «in una posizione migliore rispetto a qualunque altro Paese» per far rientrare i dazi annunciati da Washington.
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